Terreno, preparazione del suolo e messa a dimora del pesco

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Terreno, preparazione del suolo e messa a dimora del pesco

Requisiti del suolo per la messa a dimora del pesco

Il pesco preferisce terreni di medio impasto, sciolti e ben drenati, come quelli sabbiosi o franco-sabbiosi, con una profondità di almeno 1,2 metri. I terreni pesanti, al contrario, sono inadatti perché possono causare anomalie fisiologiche come la clorosi delle foglie e una diminuzione della produzione. Il livello ottimale di pH per il terreno si aggira tra 6 e 7,5. La pianta è sensibile a elevati livelli di salinità sia nel suolo sia nell'acqua.

Quando si sceglie il luogo in cui piantare, è fondamentale evitare le zone soggette a gelate, poiché il pesco è molto sensibile alle basse temperature, specialmente durante la fioritura (le gelate tardive di primavera). Per ottenere il massimo rendimento e frutti di buona qualità, un pesco deve ricevere almeno 8 ore di luce solare diretta al giorno. Alcuni agricoltori preferiscono piantare su pendii esposti a nord, con una pendenza massima del 10%, per ritardare la fioritura. Tuttavia, questa pratica dovrebbe essere evitata nelle regioni con forti venti freddi.

Prima di mettere a dimora le piante giovani di pesco, è consigliabile effettuare un'analisi del suolo per determinarne le caratteristiche, la disponibilità di nutrienti e l'eventuale presenza di parassiti (come i nematodi) e agenti patogeni (come Armillaria mellea). Se il terreno non è privo di tali organismi, l'agricoltore deve intervenire con trattamenti correttivi, come la disinfezione. Si consiglia di consultare sempre un agronomo locale per il supporto professionale.

 

Preparazione del terreno

Nei sistemi tradizionali di lavorazione del terreno, gli agricoltori solitamente arano i campi a una profondità di 50-70 cm (circa 20-27 pollici) per eliminare le erbe infestanti perenni (come il vilucchio e la gramigna) e per allentare il terreno, un'operazione necessaria per un corretto sviluppo delle radici. Pochi giorni prima della messa a dimora, molti agricoltori applicano una concimazione di fondo utilizzando letame (20-30 tonnellate per ettaro) o fertilizzanti commerciali sintetici (da applicare con largo anticipo) per aumentare la fertilità e migliorare la struttura del suolo.

Il giorno dopo, è il momento giusto per installare il sistema di irrigazione. A seguito dell'installazione, alcuni agricoltori possono applicare sostanze disinfettanti attraverso il sistema di irrigazione se l'analisi del suolo ha rivelato la presenza di malattie o parassiti. È fondamentale consultare sempre un agronomo abilitato nella vostra area/regione.

 

Messa a dimora, sesti d'impianto e numero di piante per ettaro

La messa a dimora dei giovani peschi può avvenire tra la fine dell'inverno e l'inizio della primavera, prima della fioritura. La maggior parte delle giovani piante destinate al trapianto hanno di solito 1-2 anni e sono innestate a gemma (a "T"). Le piante dovrebbero avere un diametro del tronco di 12-16 mm (circa 0,5-0,6 pollici) per accelerare l'attecchimento. Nei campi con terreni a scarso drenaggio, gli agricoltori possono optare per la messa a dimora su aiuole rialzate, alte in media 30-60 cm (1-2 piedi) e larghe almeno 90 cm (3 piedi).

Prima di piantare, è consigliabile esaminare le radici e rimuovere le parti malate o danneggiate con una leggera potatura. La buca di piantagione dovrebbe essere larga il doppio del pane di terra per permettere alle radici di espandersi senza piegarsi. In genere, le giovani piante vengono piantate a radice nuda durante l'inverno, ma se hanno già cominciato a produrre foglie, è meglio piantarle con il loro pane di terra (se sono in vaso). Le piantine vengono spesso messe a dimora alla stessa profondità del vivaio (circa 60 cm o 2 piedi) o fino a 5 cm (2 pollici) più in profondità, e il punto d'innesto deve sempre rimanere 5-7,5 cm (2-3 pollici) al di sopra della linea del suolo. Piantare troppo in profondità, specialmente per le nettarine, può portare a problemi come una chioma di dimensioni ridotte.

Quando si posiziona la pianta nella buca (larga 45x45 cm o 1.5x1.5 piedi), si consiglia di disporre le radici in tutte le direzioni e di ricoprirle con il terreno superficiale. Durante l'aggiunta del terreno, è importante compattarlo delicatamente per evitare di danneggiare il giovane e sensibile apparato radicale. Dopo la messa a dimora, è opportuno irrigare. Se non è stata eseguita una concimazione di fondo, gli agricoltori possono applicare 60-113 g (0,13-0,25 libbre) di un fertilizzante ricco di azoto per ogni pianta, a una distanza di 90 cm (3 piedi) dal tronco. In alternativa, si possono usare 230 g (0,5 libbre) per pianta di un fertilizzante 10-10-10.

I produttori solitamente piantano i peschi in quadrati, rettangoli, parallelogrammi o a file. Le distanze e lo schema di impianto dipendono da vari fattori, tra cui i più importanti sono la varietà, il sistema di allevamento, e le condizioni climatiche e del suolo.

Per quanto riguarda le distanze, esistono molti modelli. Le distanze adatte variano in base a diversi fattori come le varietà, i sistemi di allevamento, le condizioni del suolo e del clima e gli obiettivi di resa del produttore. Alcune distanze comuni sono 7,3 x 5,5 m (24 x 18 piedi), 6 x 4,3 m (20 x 14 piedi) e 6 x 3,7 m (20 x 12 piedi). D'altra parte, quando le piante sono disposte a quadrangolo, le distanze tipiche sono 6 x 6 metri (20 x 20 piedi) e 5,5 x 5,5 metri (18 x 18 piedi). Con distanze di 6 x 6 metri, si ottengono 270 piante per ettaro (109 per acro). Con distanze di 5,5 x 5,5 metri, si ottengono 330 piante per ettaro (134 per acro). 

1 ettaro = 2,47 acri = 10.000 metri quadrati

Le distanze di impianto possono variare anche a seconda del sistema di allevamento degli alberi.

  • Vaso libero: i produttori preferiscono piantare i giovani peschi in filari a una distanza di 6 m (20 piedi) tra di loro e di 4 m (13 piedi) tra le piante sulla stessa fila. Con questo schema, si ottengono circa 380 alberi per ettaro (155 per acro). Se non è disponibile l'irrigazione (pescheti a secco), è meglio piantare gli alberi a distanze maggiori, fino a 7,6 m (25 piedi) sulla fila.
  • Fuso o fusetto: si mantengono 5 m (16.5 piedi) tra le file e 3,5 m (12 piedi) tra gli alberi. Con questo schema, si ottengono circa 500 alberi per ettaro (200 per acro).
  • Fusetto stretto: si mantiene una distanza di 4 m (14 piedi) tra le file e 1,5 m (4 piedi) tra gli alberi. Con questo schema, si ottengono circa 1.900 alberi per ettaro (777 per acro).

In generale, minori sono le distanze tra gli alberi, maggiori sono le rese durante i primi anni. Tuttavia, gli alberi avranno un'aspettativa di vita produttiva più breve perché, crescendo, inizieranno a competere in modo più intenso tra loro. Questo è un problema significativo per pesche e nettarine, per gli alberi rispettivi infatti non ci sono ancora molti portainnesti nani compatibili e disponibili.

 

Riferimenti

 

Per saperne di più

Le pesche: informazioni, impieghi, valori nutrizionali e benefici per la salute

Informazioni sul pesco, selezione delle varietà e requisiti ambientali

Come coltivare le pesche a partire dal seme (nocciolo)

Coltivare il pesco per scopi commerciali - Guida alla coltivazione del pesco

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