La settimana 38 ha rappresentato un periodo di intensa attività per le autorità europee di sicurezza alimentare, con l'emissione di 77 notifiche RASFF in tutta l'UE. Gli alimenti freschi sono stati i protagonisti degli avvisi emessi, rappresentando quasi il 25% di tutti i ritiri, con la Turchia che si è confermata la principale fonte di preoccupazione. La settimana ha evidenziato una concentrazione preoccupante di violazioni legate ai pesticidi, in particolare nei prodotti mediterranei, mentre la contaminazione da micotossine nella frutta secca continua a rappresentare un rischio significativo per le catene di importazione.
I punti salienti in breve
Statistiche chiave:
- 77 avvisi totali sulla sicurezza alimentare in tutte le categorie
- 25 ritiri di prodotti freschi (19 frutta/verdura + 6 cereali/erbe)
- Nel giorno di martedì 16 settembre si è registrato il picco di attività con 23 avvisi
- La Turchia è in testa alle violazioni con 10 ritiri totali, 8 dei quali riguardano prodotti freschi
- I residui di pesticidi hanno rappresentato la tipologia di contaminazione più frequente
Le categorie di prodotti più colpite dai ritiri alimentari
La distribuzione dei ritiri tra le diverse categorie di alimenti rivela tendenze preoccupanti nel panorama europeo della sicurezza alimentare.
Grafico 1: Le 5 categorie di prodotti con il maggior numero di avvisi RASFF (Settimana 38)
Il predominio dei ritiri di prodotti freschi riflette un'intensificazione dei controlli sulle importazioni agricole, in particolare da fornitori del Mediterraneo e del Medio Oriente. Questa tendenza è in linea con i protocolli di monitoraggio rafforzati dall'UE a seguito delle ripetute violazioni registrate nel 2024 e all'inizio del 2025.
Focus sui prodotti freschi
Le violazioni legate ai pesticidi come principale pericolo alimentare
L'aspetto più eclatante della settimana 38 è stata la prevalenza di residui di pesticidi non autorizzati nei prodotti freschi. Lo spirotetramat, un acaricida non approvato per l'uso nell'UE, è stato rilevato in diverse spedizioni di peperoni turchi, mentre le violazioni legate all'acetamiprid hanno interessato pomodori e cetrioli di varie origini.
Risultati critici sui pesticidi:
- Spirotetramat: trovato in 3 spedizioni separate di peperoni turchi
- Acetamiprid: rilevato in pomodori turchi e cetrioli olandesi
- Flonicamid: presente in pomodori polacchi e meloni francesi
- Formetanate: identificato nelle verdure provenienti dalla Turchia (2 incidenti)
Queste violazioni avvengono in un momento particolarmente delicato, dato che l'UE ha implementato a partire dall'agosto 2025 Limiti Massimi di Residui (LMR) più severi per l'acetamiprid, riducendo i livelli accettabili fino all'80% per le colture principali.
La contaminazione da micotossine persiste
La contaminazione da ocratossina A nella frutta secca rimane una sfida costante, con tre incidenti separati che hanno interessato fichi turchi e uvetta pakistana. Questa micotossina, classificata come "possibilmente cancerogena per l'uomo" dall'IARC, è una preoccupazione continua nelle esportazioni di frutta secca dal Mediterraneo.
Elenco completo dei ritiri di frutta e verdura in Europa:
- Funghi (Cina): Bacillus cereus
- Cetrioli (Paesi Bassi): acetamiprid
- Pomodori (Polonia): flonicamid
- Meloni (Francia): flonicamid
- Guava (Egitto): carbendazim
- Uvetta (Pakistan): ocratossina A
- Limoni (Iran): acefato
- Lattuga (Francia): Listeria monocytogenes
- Fichi (Turchia): ocratossina A
- Peperoni (Turchia): spirotetramat (3 incidenti separati)
- Pomodori (Turchia): acetamiprid
- Pomodori (Turchia): formetanate
- Peperoni (Turchia): formetanate
- Peperoni (Turchia): fosthiazate
- Pomodori (Spagna): abamectina
- Mango (Egitto): acetamiprid
Erbe, spezie e cereali:
- Curcuma in polvere (India): clorpirifos
- Mix di spezie (Cina): irradiazione
- Cereali (Pakistan): Aflatossina B1
- Cereali (Canada): tartrazina
- Prodotto a base di cereali (Ucraina): clorpirifos
- Pane (Francia): glutine
Andamento geografico del rischio
La Turchia al centro delle violazioni
La Turchia continua a guidare la classifica delle violazioni della sicurezza alimentare in Europa, rappresentando il 13% di tutti gli avvisi nella settimana 38. Questa tendenza prosegue dal 2024, anno in cui i prodotti turchi hanno ricevuto 488 notifiche RASFF, il numero più alto tra tutti i paesi esportatori.
Grafico 2: I 5 paesi con il maggior numero di avvisi RASFF (Settimana 38)
Preoccupazioni nell'area del Mediterraneo
La concentrazione di violazioni in Turchia, in particolare per quel che riguarda i peperoni e i pomodori, riflette le difficoltà più ampie nel corridoio agricolo mediterraneo. Studi recenti di Greenpeace Turchia hanno rilevato che il 33% dei campioni di prodotti freschi nei mercati di Istanbul violava le normative sui pesticidi, Inoltre, alcuni articoli contenevano residui di ben 21 diverse sostanze chimiche.
Europa dell'Est e Asia
Pakistan e Cina hanno mostrato problemi ricorrenti legati alle micotossine, in particolare ocratossina A nella frutta secca e Bacillus cereus nelle verdure lavorate. Le esportazioni di limoni dall'Iran sono state oggetto di più rilevazioni di pesticidi non autorizzati, tra cui l'acefato e altre sostanze non approvate per i mercati dell'UE.
Le analisi del nostro team di esperti
L'aumento dello spirotetramat
La comparsa di spirotetramat in diverse spedizioni di peperoni turchi rappresenta un significativo fallimento normativo. Questo acaricida, sebbene efficace contro gli acari, è soggetto a restrizioni nell'UE dal 2020 a causa di preoccupazioni per l'ambiente e la salute umana. Le ripetute violazioni suggeriscono una formazione insufficiente degli agricoltori o un monitoraggio inadeguato da parte delle autorità turche.
Stagionalità delle micotossine
I rilevamenti di ocratossina A in fichi turchi e uvetta pakistana sono in linea con i tipici andamenti stagionali. Queste micotossine si sviluppano durante il processo di essiccazione, in particolare quando i livelli di umidità e le temperature non sono controllati adeguatamente.
Implicazioni per la catena di approvvigionamento
Per gli acquirenti all'ingrosso e gli importatori, i dati della settimana 38 sottolineano la necessità di una verifica più accurata dei fornitori, soprattutto per i prodotti mediterranei durante le stagioni di raccolta di punta. La concentrazione di violazioni in specifiche regioni geografiche e categorie di prodotti suggerisce che approcci mirati alla valutazione dei rischi potrebbero essere più efficaci di un'analisi indiscriminata. Gli acquirenti più attenti stanno già modificando i propri modelli di approvvigionamento. Stiamo notando una crescente disponibilità a pagare un sovrapprezzo per fornitori che offrono sistemi di tracciabilità certificati e test sui residui da parte di terzi. Il costo dei fallimenti nella conformità supera di gran lunga l'investimento nella prevenzione.







