Panoramica
Ad agosto 2025, il mercato mediterraneo dell'olio d'oliva si trova a gestire scorte di fine stagione quasi esaurite, le sfide del caldo estivo e le nuove dinamiche commerciali dettate dai dazi statunitensi. Nonostante ci siano segnali di stabilizzazione, sarà la raccolta 2025/2026 a determinare la prossima direzione del settore.
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Nuovo accordo sui dazi UE-USA
L'Unione Europea ha accettato un dazio statunitense del 15% su olive da tavola e olio d'oliva, evitando l'aumento minacciato al 30%. L'accordo è stato raggiunto tra il presidente Trump e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, ma deve ancora essere ratificato da tutti i 27 stati membri dell'UE.
Il settore dell'olio d'oliva ha criticato questa misura: la Spagna teme uno svantaggio competitivo, l'Italia prevede ingenti perdite a livello di esportazioni e la Grecia ha formato un gruppo di lavoro per cercare esenzioni.
Aggiornamenti di mercato per Paese
Spagna
La Spagna ha registrato un volume totale di scambi di 1.465 tonnellate nell'ultima settimana, con l'olio extra d'oliva (EVOO) che ha dominato il settore sia per volume sia per valore. L'EVOO è stato scambiato a 4,00 €/kg (774 tonnellate, 53% del volume totale), in aumento dell'1,14% rispetto alla settimana precedente. Questo dato riflette una costante dinamica al rialzo e una forte domanda per i prodotti premium, nonostante l'esaurimento delle scorte e i timori sulla qualità dovuti alle ondate di calore estive. L'olio d'oliva vergine è stato scambiato a 3,55 €/kg (126 tonnellate, 9% del volume totale), con un ribasso dell'11% rispetto all'EVOO, mentre l'olio lampante è stato quotato a 3,23 €/kg (565 tonnellate, 39% del volume totale), mantenendo la sua competitività per l'uso industriale e l'esportazione.
Gli aumenti di prezzo riflettono la progressiva riduzione delle scorte di fine stagione e un riequilibrio tra domanda e offerta, in vista della raccolta di ottobre. La domanda di esportazione rimane stabile ed è probabile una maggiore pressione al rialzo, dato che il caldo estivo minaccia la qualità e accelera l'esaurimento delle giacenze. I produttori stanno strategicamente dando priorità alla vendita di EVOO premium per massimizzare il valore.
Italia
Il mercato italiano dell'olio d'oliva ha visto un leggero calo dei prezzi questa settimana, con l'EVOO scambiato a circa 9,00 €/kg, in leggero ribasso rispetto alla settimana e al mese precedenti. Nonostante questo piccolo calo, l'EVOO italiano continua a spuntare prezzi pari a quasi il triplo rispetto a quelli spagnoli.
Le sfide a lungo termine persistono, in particolare nelle regioni meridionali come Puglia, Calabria e Sicilia, dove la siccità, le ondate di calore estreme e la Xylella fastidiosa continuano a limitare le uscite. Negli ultimi anni, la produzione è costantemente diminuita, rendendo l'Italia fortemente dipendente dalle importazioni per soddisfare la domanda interna ed estera. Attualmente, gli acquirenti italiani si stanno approvvigionando di EVOO importato da Spagna e Grecia per compensare le carenze interne, contribuendo a una stabilizzazione dei prezzi a breve termine.
Grecia
Il mercato greco dell'olio d'oliva ha registrato un'impennata dei prezzi, interrompendo la stabilità recente a causa dell'intensificazione delle restrizioni sull'offerta di fine stagione. A Creta, l'EVOO si è attestato a un prezzo compreso tra 4,10 e 4,47 €/kg, l’olio d’oliva vergine è stato venduto in media a 3,50-3,90 €/kg e l'olio lampante a circa 2,50-2,90 €/kg. Non sono state riportate nuove quotazioni dal Peloponneso.
L'aumento dei prezzi è trainato dalla diminuzione delle scorte di alta qualità, con i produttori greci che si affrettano a vendere le rimanenze prima che il caldo estivo ne comprometta la qualità. Gli acquirenti italiani competono per l'EVOO greco di fascia alta per coprire le carenze interne, aggiungendo ulteriore pressione al rialzo dei prezzi. La domanda di esportazione rimane stabile, anche se i nuovi accordi tariffari statunitensi probabilmente costringeranno i produttori a cercare mercati alternativi per mitigare le perdite.
Portogallo
La raccolta 2024/2025 in Portogallo è stata una delle più abbondanti nella storia del paese. I prezzi dell'EVOO riflettono condizioni di mercato stabili, supportate da una domanda interna ed estera costante. I produttori portoghesi hanno migliorato la qualità, aiutati dalle piogge favorevoli dell'inverno 2024. Il paese continua a mantenere una forte presenza nelle esportazioni, rafforzando la sua posizione nei principali mercati internazionali.
Tunisia
Il mercato tunisino dell'olio d'oliva continua a crescere costantemente, con i prezzi dell'EVOO che mostrano guadagni mensili consistenti. Le scorte interne sono quasi esaurite e il caldo estivo minaccia la qualità, spingendo gli acquirenti a competere per i volumi rimanenti.
Il paese si è affermato come una delle principali potenze esportatrici, con volumi in aumento ma valori in calo a causa dei prezzi globali più bassi. La Tunisia ora si trova di fronte a potenziali dazi statunitensi del 25%, il che sta spingendo le autorità a esplorare mercati alternativi.
Turchia
La Turchia continua a posizionarsi come uno dei fornitori più competitivi in termini di costi per i mercati europei e globali, con l'EVOO che offre prezzi interessanti rispetto ai principali produttori. La stagione 2024/2025 ha visto una quota di uscite record, quasi raddoppiata rispetto all'anno precedente. I prezzi interni dell'EVOO sono leggermente diminuiti, riflettendo il forte incremento produttivo.
Analisi comparativa dei prezzi
Olio extra vergine d'oliva
L'Italia mantiene la sua posizione di testa in termini di prezzo, con l'EVOO quotato a 9,00-9,30 €/kg, il che rappresenta un sovrapprezzo del 125-132% rispetto all’olio spagnolo e più del doppio rispetto a quello greco. Questa differenza riflette le gravi limitazioni produttive del paese, con la produzione interna che rimane a livelli criticamente bassi a causa della siccità, delle malattie e delle sfide strutturali nelle regioni meridionali. L'Italia rimane concentrata sui segmenti di mercato di alta gamma, dove i consumatori sono disposti a pagare un prezzo più elevato per l'olio di origine nazionale e per i vantaggi percepiti in termini di qualità.
L'aumento del prezzo dell’olio spagnolo del 7,2% (da 3,73 a 4,00 €/kg tra il 31 luglio e il 20 agosto) segnala una crescente ristrettezza dell'offerta, dovuta alla diminuzione delle scorte di fine stagione e alle preoccupazioni sulla conservazione della qualità durante il caldo estivo. I prezzi mostrano il posizionamento competitivo della Spagna per gli acquirenti di grandi volumi.
L'assenza di dati attuali sui prezzi greci per il 20 agosto suggerisce un'attività di scambio limitata e l'esaurimento delle scorte nei mercati greci, dove i prezzi erano precedentemente competitivi, pari a 4,15 €/kg a fine luglio.
Olio d'oliva vergine
I prezzi dell’olio d’oliva vergine spagnolo sono aumentati del 6,9% (da 3,32 a 3,55 €/kg tra il 31 luglio e il 20 agosto), riflettendo le stesse dinamiche di inasprimento dell'offerta che influenzano l'intero mercato, con le restrizioni sulle scorte di fine stagione e le preoccupazioni sulla conservazione dovute al caldo che spingono al rialzo i prezzi in tutte le tipologie di olio.
L'assenza di dati sui prezzi dell’olio di oliva vergine in Grecia e Italia indica che questi Paesi hanno in gran parte abbandonato la categoria intermedia dell’olio vergine, preferendo concentrare la loro limitata produzione sui segmenti di EVOO a più alto valore.
Olio lampante
La Spagna ha registrato un aumento dei prezzi dell'8,4% (da 2,98 a 3,23 €/kg tra il 31 luglio e il 20 agosto), a dimostrazione di una forte domanda industriale per questo olio destinato alla raffinazione.
L'assenza di dati sui prezzi greci e italiani suggerisce l'esaurimento delle scorte anche in questa categoria, così come l'attenzione strategica di questi Paesi sui segmenti premium. I prezzi dell’olio lampante spagnolo mantengono differenziali di qualità logici, scambiati al 19% in meno rispetto all’olio vergine (3,55 €/kg) e al 24% in meno rispetto all'EVOO (4,00 €/kg).
Situazione del mercato e comportamento degli acquirenti
Tendenze dei consumatori
- Il consumo interno di olio d'oliva in Italia è diminuito, poiché gli acquirenti scelgono sempre più spesso alternative importate più economiche.
- I dati di ricerca globali mostrano un crescente interesse per l'olio d'oliva biologico.
- La domanda di prodotti premium rimane forte, in particolare per gli oli con certificazioni che ne attestino l’origine o la produzione biologica.
Situazione del mercato
- I leader del settore descrivono il mercato come in transizione da un periodo difficile verso un ambiente più stabile e promettente, aumentando gli investimenti pubblicitari per sostenere la ripresa.
- Gli acquirenti rimangono cauti a causa delle pressioni dovute allo stoccaggio estivo; temperature superiori a 15-25°C possono accelerare la degradazione dell'olio e alterare i profili di sapore.
Dinamiche dell'offerta
- L'esaurimento delle scorte di fine stagione sta creando una pressione al rialzo sui prezzi, specialmente in Grecia e Tunisia, Paesi dove gli imbottigliatori italiani stanno attivamente acquistando per coprire le carenze interne.
- Le preoccupazioni sulla qualità dovute al caldo estivo spingono i produttori a vendere rapidamente le scorte rimanenti, riducendo ulteriormente l'offerta.
Attività di trading
- Nonostante i movimenti dei prezzi, i volumi complessivi degli scambi sono moderati, il che è tipico per il periodo estivo.
- Il consumo italiano di EVOO nazionale rimane basso, con una preferenza continua per le alternative importate.
Previsioni del mercato: uno sguardo al futuro
- Raccolta e prospettive climatiche: le prime indicazioni suggeriscono raccolti potenzialmente abbondanti in Spagna e Grecia, anche se il caldo estivo in Spagna e Portogallo e la persistente scarsità d'acqua in tutto il Mediterraneo creano incertezze sulla resa. Le scorte accumulate in Spagna offrono un cuscinetto fino alla raccolta di ottobre.
- Prospettive su prezzi e sull’offerta: l'esaurimento delle scorte in Grecia e Tunisia continuerà a sostenere prezzi più alti per i volumi rimanenti, in particolare per l'EVOO premium. La produzione italiana rimane limitata, mantenendo i prezzi interni elevati. Ci si aspetta che gli oli portoghesi e turchi mantengano prezzi stabili e competitivi nei mercati di esportazione.
- Commercio e politiche: i nuovi dazi statunitensi rappresentano una sfida per i produttori dell'UE, mentre rafforzano la posizione degli esportatori extra-UE come la Turchia. I produttori puntano sempre più ai segmenti premium e ai mercati emergenti per compensare le perdite legate ai dazi.
- Adattamento del settore: i principali produttori stanno aumentando gli investimenti in strategie di promozione e diversificazione per mitigare la volatilità e costruire una resilienza a lungo termine.
Conclusione
Il mercato dell'olio d'oliva di fine agosto 2025 mostra un chiaro restringimento dell'offerta in tutte le tipologie, con la Spagna in testa agli aumenti dei prezzi e l'Italia che rafforza il suo segmento EVOO premium. La Grecia rimane attiva nonostante le scorte limitate, riflettendo una segmentazione strategica sotto vincoli produttivi.
Queste dinamiche segnano un passaggio dalla crisi del 2022-2024 verso un mercato più equilibrato, tuttavia l'esaurimento delle scorte di fine stagione, i rischi per la qualità dovuti al caldo e i dazi statunitensi mantengono elevata la volatilità. La prossima raccolta di settembre determinerà se questa ripresa si stabilizzerà o affronterà nuove interruzioni.
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