Il Mercato dell' Olio d' Oliva w22/2025

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La redazione

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30/05/2025
Il Mercato dell' Olio d' Oliva w22/2025

Dinamiche del Mercato Globale dell’Olio d’Oliva: Settimana 22/2025

Il mercato dell’olio d’oliva è entrato in una fase cruciale di riequilibrio a fine maggio 2025, caratterizzato da andamenti divergenti dei prezzi regionali, da segnali di ripresa produttiva in aree chiave del Mediterraneo e da un’evoluzione nelle politiche commerciali. Il dominio della Spagna nell’offerta globale continua a influenzare le dinamiche del settore, mentre il posizionamento premium dell’Italia e i prezzi competitivi della Grecia riflettono una realtà frammentata in termini di qualità e disponibilità. I prezzi al consumo stanno gradualmente diminuendo dai massimi storici, anche se gli adeguamenti nel retail sono ancora lenti rispetto ai cali all’ingrosso. Sul fronte geopolitico, le incertezze legate ai dazi statunitensi aggiungono volatilità ai modelli commerciali di lungo termine. Questo report sintetizza gli ultimi dati relativi a produzione, prezzi, commercio e regolamentazione, offrendo una panoramica completa delle attuali condizioni di mercato.

Sviluppi nel mercato europeo

La scorsa settimana il mercato spagnolo dell’olio d’oliva ha chiuso in un clima di tensione e incertezza. Fornitori e frantoi esprimono insoddisfazione per i prezzi attualmente bassi che dominano il mercato. Questa insoddisfazione non è passeggera: secondo i nostri esperti, la tensione continuerà almeno fino ad agosto o settembre, periodo in cui inizieranno i preparativi per la nuova campagna, attesa come possibile fattore di cambiamento nelle dinamiche del mercato.

I produttori si trovano sotto pressione per vendere le scorte attuali e generare liquidità utile a coprire le spese operative. Con le attuali condizioni di mercato, c’è poco incentivo a trattenere il prodotto, poiché la differenza tra vendere ora o a settembre è minima. L’obiettivo principale è liberare i serbatoi per fare spazio al nuovo raccolto.


A Jaén, molte aziende conservano ancora scorte significative, sebbene alcune abbiano già svuotato i serbatoi, segno di un lieve cambiamento nel mercato. Nonostante ciò, i prezzi restano bassi. Un eccesso di offerta di olio extra vergine di bassa qualità sta trascinando i prezzi verso il basso, riducendo il numero di transazioni. Curiosamente, la categoria lampante sta fungendo da “ammortizzatore”, contribuendo a stabilizzare il mercato nonostante le pressioni al ribasso. Gli analisti attribuiscono questa correzione alla produzione record spagnola di 1,41 milioni di tonnellate per la campagna 2024/25 e all’aumento delle scorte nei frantoi, che hanno raggiunto 666.458 tonnellate. Inoltre, gli acquirenti esitano a stipulare contratti a termine, aspettandosi ulteriori ribassi, il che alimenta il ciclo di pressione sui prezzi.

Una domanda cruciale per il mercato è come reagirà la Grecia agli sviluppi in Spagna. Nonostante i prezzi in calo, i produttori spagnoli confidano ancora nella possibilità di vendere durante i mesi estivi, solitamente vivaci per le vendite di olio.



Nel frattempo, in Grecia, il mercato è stagnante e i prezzi sono scesi di circa 10 centesimi al chilo. I produttori restano in attesa, incerti sul da farsi nelle prossime settimane. Il contesto è difficile, e si cerca un accordo su come gestire le vendite a prezzi ormai sempre meno sostenibili. Inoltre, alcuni media ipotizzano ulteriori ribassi, alimentando l’incertezza.

In questo scenario, gli acquirenti — in particolare quelli italiani — esitano a comprare olio dalla Grecia. L’olio extra vergine di buona qualità disponibile in Grecia ha un prezzo simile a quello dell’olio biologico proveniente dalla Spagna, complicando le trattative e ostacolando le vendite da parte dei produttori greci. Questo intreccio di fattori rende il mercato difficile per tutti gli operatori.

L’Italia mantiene un posizionamento premium nonostante le difficoltà di approvvigionamento

Mentre i prezzi dell’olio EVOO spagnolo restano contenuti, l’Italia continua a sfidare le tendenze generali del mercato. Al 25 maggio, i prezzi dell’olio extra vergine d’oliva italiano hanno raggiunto i 9,60 €/kg, registrando un aumento del 52,4% rispetto a maggio 2024. Questo incremento è principalmente dovuto alla scarsità di offerta, con una produzione italiana 2024/25 calata a 224.000 tonnellate, costringendo il settore a fare affidamento sulle scorte residue.

Inoltre, il mercato italiano è relativamente protetto dall’erosione dei prezzi delle commodity grazie alla focalizzazione sulla qualità. Oltre il 68% delle esportazioni italiane di EVOO gode di Denominazione d’Origine Protetta (DOP), garantendo una differenziazione del prodotto e mantenendo una posizione premium sui mercati globali.

Grecia e Tunisia competono sul prezzo

Al contrario, Grecia e Tunisia adottano strategie di prezzo aggressive per preservare le rispettive quote di mercato. I prezzi dell’EVOO greco si sono stabilizzati a 3,96 €/kg dopo un crollo del 46% su base annua. In Tunisia, i prezzi simili a 3,88 €/kg hanno comportato una riduzione del 29% nei ricavi da esportazione. Entrambi i Paesi sono ora sotto crescente pressione per liquidare le scorte prima dell’arrivo della campagna 2025/26.

Prospettive incoraggianti per la campagna 2025/26 e cambiamenti nelle dinamiche di esportazione nel Mediterraneo

I primi segnali per la campagna 2025/26 suggeriscono un raccolto promettente in gran parte del Mediterraneo. A Jaén, la provincia spagnola più produttiva, l’intensità della fioritura è aumentata del 23% rispetto allo scorso anno, favorita dalle temperature miti di maggio. Anche la Grecia mostra segnali positivi, con gli uliveti del Peloponneso che registrano un 15–20% di nodi fiorali in più rispetto al 2024. L’Italia, invece, affronta un quadro più incerto: in Puglia, una delle principali regioni produttrici, le grandinate di aprile hanno danneggiato circa il 12% delle gemme, sollevando dubbi sulla ripresa della resa.

Anche le dinamiche di esportazione mediterranee stanno cambiando. La Tunisia è riuscita a mantenere stabili i volumi esportati, ma i prezzi in calo hanno portato a un calo del 29% nei ricavi. La Turchia si è affermata come alternativa competitiva, con un prezzo di 4,96 €/kg per l’EVOO e una quota dell’8% sul mercato import UE. Il Portogallo ha registrato un aumento del 22% nelle spedizioni di olio sfuso verso la Spagna, dove il prodotto viene raffinato e miscelato per essere riesportato verso mercati asiatici.

Proiezioni di mercato: Terzo trimestre 2025

Guardando al terzo trimestre del 2025, i prezzi dell’EVOO spagnolo dovrebbero stabilizzarsi attorno a 3,40 €/kg, poiché i frantoi resistono a ulteriori ribassi. I prezzi premium italiani potrebbero ridursi leggermente, con previsioni intorno a 8,90 €/kg. Sul fronte commerciale, la crescita delle importazioni statunitensi dovrebbe rallentare a un ritmo del 4–6% per trimestre, a causa delle incertezze tariffarie che frenano la stipula di nuovi contratti. A livello globale, le prime previsioni di resa indicano una produzione compresa tra 3,8 e 4,1 milioni di tonnellate per la campagna 2025/26, il che potrebbe portare a un eccesso di offerta nel 2026.

Alla luce di questo scenario, sono necessarie azioni strategiche. Si consiglia ai produttori di assicurarsi contratti a termine nel periodo di stabilità dei prezzi e di diversificare le strategie commerciali oltre i confini dell’Unione Europea. Gli acquirenti possono approfittare dei prezzi bassi di Spagna e Grecia per approvvigionamenti all’ingrosso, riservando l’EVOO italiano per le linee premium. Gli investitori dovrebbero monitorare attentamente i cambiamenti nelle politiche commerciali degli Stati Uniti e gli sviluppi nelle infrastrutture irrigue dell’Europa meridionale, entrambi determinanti per le dinamiche del mercato nel medio termine.

Il mercato globale dell’olio d’oliva è a un bivio: gli operatori dovranno bilanciare l’abbondanza emergente dell’offerta mediterranea con un contesto di protezionismo commerciale e standard qualitativi in evoluzione. Navigare questo scenario complesso richiederà agilità e visione strategica.

Fonti:

Pannello della Commissione Europea sull’Olio d’Oliva

Rapporti del Consiglio Oleicolo Internazionale

Servizio Agricoltura Estero USDA

Ministero dell’Agricoltura italiano (MASAF)

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