I punti salienti della settimana (30 giugno - 6 luglio 2025)
Le preoccupazioni per la sicurezza alimentare sono aumentate in tutta Europa nella prima settimana di luglio 2025, con 97 segnalazioni nel Sistema di allerta rapido per alimenti e mangimi (RASFF) dell'UE. Quasi la metà (47,4%) è stata classificata come grave, con rischi immediati per la salute dei consumatori. I prodotti freschi sono stati tra i settori più colpiti, una tendenza che fa scattare l'allarme per gli agricoltori, gli esportatori e gli acquirenti all'ingrosso.
Il quadro generale: prodotti freschi a rischio
Il 4 luglio ha segnato il picco della settimana, con 26 segnalazioni registrate in un solo giorno, segno evidente che il panorama della sicurezza alimentare rimane instabile. In totale, 31 avvisi hanno riguardato frutta, verdura, erbe aromatiche e cereali, confermando ancora una volta che i prodotti freschi continuano a presentare un elevato rischio di contaminazione nelle catene di approvvigionamento globali.
Le minacce microbiologiche come Salmonella e Listeria, insieme a residui di pesticidi e micotossine, caratterizzano le segnalazioni. Paesi come Egitto, Spagna e Turchia sono stati indicati più volte come origine di prodotti contaminati.
Ma al di là dei numeri c'è una domanda più importante: che cosa può fare il settore al riguardo?
Grafico 1: Le 5 categorie di prodotti con il maggior numero di avvisi RASFF (27a settimana)
Richiami importanti: cosa è stato ritirato dagli scaffali?
Diversi richiami di grande rilievo avvenuti nel corso della settimana dovrebbero servire come casi di studio sia per i produttori sia per gli importatori:
- Le fragole egiziane sono risultate positive all'oxamil, un insetticida carbammato tossico
- Le olive turche sono state contaminate da Listeria monocytogenes
- Le mele sudafricane contenevano livelli eccessivi di imazalil, un fungicida
- Lo yangmei dalla Cina presentava residui di cinque diversi pesticidi, tra cui il procloraz e la cipermetrina
I dettagli dei richiami di frutta e verdura in Europa
L'elenco completo che segue riporta tutti i richiami di prodotti freschi durante la settimana 27, 2025:
Frutta
- Mele (Sudafrica): imazalil
- Banane (Ecuador): imazalil
- Yangmei (Cina): 4-CPA, cipermetrina, difenoconazolo, procloraz, piriproxyfen
- Noci di cocco (Spagna): preoccupazione per la sicurezza
- Limoni (Egitto): clorpirifos
- Limoni (Spagna): propizamide
- Lime (Brasile): clorpirifos-ethyl
- Lime (Brasile): clorpirifos
- Melograni (Türkiye): imazalil, procloraz
- Uva passa (Uzbekistan): ocratossina A
- Fragole (Egitto): oxamil
Ortaggi
- Aneto (Uzbekistan): clorpirifos
- Olive (Spagna): decolorazione
- Olive (Turchia): Listeria monocytogenes
- Paprika (Cina): metanolo
- Peperoni (Albania): flonicamid
- Peperoni (Albania): formetanate, pirimiphos-methyl
- Peperoni (Turchia): formetanate
Erbe e spezie
- Cannella (India): documentazione mancante
- Coriandolo (Germania): alcaloidi pirrolizidinici
- Aglio (Cina, Francia): solfito non dichiarato
- Zenzero (Cina, Germania): Salmonella
- Paprika/pepe (Cina): Salmonella
- Paprika/pepe (Cina): glufosinato
Cereali
- Riso (Pakistan): Aflatossina B1
Cosa devono sapere gli agricoltori sui richiami
I dati rivelano non solo che cosa non va, ma anche dove. Dai pesticidi vietati come il clorpirifos ai problemi microbici ricorrenti in erbe e verdure a foglia, la contaminazione è spesso riconducibile a pratiche dell'azienda agricola o a una cattiva manipolazione post-raccolta.
Grafico 2: I 5 paesi con il maggior numero di segnalazioni RASFF (settimana 27)
Le modalità di contaminazione hanno rivelato tre categorie principali di problemi:
- Contaminazione microbiologica: 25 casi, principalmente Salmonella e Listeria
- Residui di pesticidi/chimici: 20 casi, tra cui sostanze non autorizzate
- Micotossine: 15 casi, in particolare aflatossine e ocratossine
Per gli agricoltori, ciò evidenzia l'urgente necessità di:
- Adattare i piani di gestione dei parassiti per rispettare i limiti massimi di residui (LMR)
- Investire nell'analisi dell'acqua e nella formazione igienica del personale sul campo e di quello addetto al confezionamento
- Migliorare i sistemi di catena del freddo dal raccolto al mercato, soprattutto per i prodotti deperibili
- Prevenire lo sviluppo dei funghi attraverso un migliore drenaggio dei campi e il controllo dello stoccaggio dei prodotti
Per acquirenti e importatori: i rischi non finiscono alla dogana
Gli acquirenti e i grossisti devono prestare la massima attenzione, soprattutto se si riforniscono da paesi ad alto rischio. In base alle segnalazioni della Settimana 27, anche Paesi come Germania, Cina e India hanno mostrato ripetute anomalie, spesso dovute a carenze nei sistemi di lavorazione o di controllo.
Principali punti di riflessione per gli acquirenti:
- Intensificare gli audit dei fornitori e richiedere una certificazione di sicurezza alimentare di terze parti
- Aumentare i test a campione per le spedizioni da regioni segnalate
- Monitorare regolarmente gli avvisi RASFF per individuare modalità di contaminazione precoci e rischi stagionali
- Investire in strumenti di tracciabilità per garantire un richiamo rapido in caso di necessità
Alcuni acquirenti si stanno orientando verso la tracciabilità basata sulla blockchain e l'analisi predittiva per ottenere maggiore visibilità e anticipare i problemi prima che arrivino sul mercato.
Di quali strumenti ha bisogno il settore
- Strumenti di formazione e adeguamento per gli agricoltori che vadano oltre le etichette o il marchio e includano la formazione sui limiti dei residui e sulla conservazione in condizioni di sicurezza
- Sistemi digitali integrati che colleghino le pratiche a livello di azienda agricola ai punti di controllo doganali e di vendita al dettaglio
- Reti di allerta precoce che combinino i dati RASFF con i modelli meteorologici e i volumi commerciali per prevedere i picchi di rischio di contaminazione
Il futuro della sicurezza alimentare dei prodotti freschi dipende dalla responsabilità condivisa, dal produttore al consumatore. Comprendendo i segnali di allarmi settimanali come questi, le parti interessate possono agire tempestivamente, proteggere la salute dei consumatori e mantenere la fiducia nei mercati globali dei prodotti.







